February 28, 2013

una lunga sezione
nera, attraversava lo spazio
mezzo morto
lo spazio di cementi
finalmente grigio
    e nero nella pioggia

un insieme di piani
in cui ci si muoveva
veloci quanto inermi

reattivi abbandonati

ad incastrarsi in stimoli

in un tugurio
fatto di vicoli
e deviazioni

   e nero,

nella pioggia.

la ricerca di un calore,
in quegli spazi proibiti
             veniva soddisfatta
in feedback estemporanei
e fastidiosi
 che chiamavano ad altre divagazioni

in quello scheletro di acciaio e gas
    in cui LA CITTÀ era, ed andava costuendosi.

così come percepire l’essere passava
per il mezzo
  di quei miliardi di pensieri
di un sulfureo freddo

l’essere PRESENTE
ad un presente che si modellava
storto
colpiva sinapsi
e polmoni
  e stomaco rigido

e grida ferrose
che udivamo

un corpo in attesa
  era la CITTÀ.
ed all’interno

non ombre
ma segni
tramavano.

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