April 11, 2013

mentre il giorno si scioglieva nel cemento di tutte quelle troppe pareti, scandagliavo le fondamenta. alla ricerca di un nucleo, muovevo i passi. nel caldo, mentre la città smetteva di operare per sezioni, e tendeva, provava, di muoversi attraverso forme tonde, che ricalcassero la sfera del sole, impossibile da scorgere riflesso, nel nero, del suolo.

 

echi

sordi di grotte e tombe, voragini di fango cariche di pile di cadaveri. riempivano lo spazio nascosto sotto le mie scarpe di gomma.

resine antiche che fumavano, corrotte da acidi in stagnanti. acquitrini, diffondevano oli che su, salivano. strisciando nel terreno rendevano sensibile una minaccia costante che si apriva nel paesaggio.

 

le figure umane, sparute e sperse, venivano schiacciate, minute, tra cielo e terra, mentre lo SCAPE si chiudeva lentamente.

impossibile raggiungere un CODICE: tutto un ribollire scomposto e magmatico tendeva ad un implosione violenta prossima, e, d’intorno di me, vermi e piccoli insetti fuggivano scostanti.

c’era per certo un ventre vuoto e muto, alla fine dell’orizzonte di questa mutazione. un buco chiuso, nel nero, ottuso, in cui nulla agiva implacabile e paziente.

One Response to “”

  1. legit home business…

    Lowfiles’s Blog | Il cielo sopra il porto aveva il colore di un televisore sintonizzato su un canale morto…

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